Tempo di bilanci in vista dell’esame di maturità

Il diploma: non un obiettivo ma un punto di partenza.

In questo periodo, migliaia di ragazzi si apprestano ad affrontare la prima grande prova della loro carriera scolastica: l’’esame di maturità. Un momento di angoscia e tensione per molti, poco più che una formalità per pochissimi. Questa tappa è senza dubbio fondamentale per ogni studente ed è giusto che venga vissuta nella pienezza dell’importanza che riveste. Preparazione, impegno, studio. Ma anche ansia, insonnia e una giusta dose di coraggio, fanno sicuramente parte dell’esperienza della maggior parte degli studenti.

Spesso però, l’essere concentrati quasi solo ed esclusivamente su questo traguardo, fa perdere ai ragazzi il focus sulle future azioni da intraprendere per decidere al meglio quale strada perseguire. Molti infatti, tendono a utilizzare il loro ultimo anno di scuola superiore, soltanto con l’obiettivo dell’esame di stato. Tutte le energie e buona parte della concentrazione vengono assorbite da questo evento in arrivo e attività come l’orientamento, l’alternanza scuola-lavoro e gli open day universitari diventano marginali. La tematica da affrontare è proprio questa.

Tanti studenti dopo l’esame di maturità risultano più confusi e incerti di quanto non fossero a settembre.

Non stiamo ovviamente dicendo che le scuole non si adoperino in tal senso, anzi, le iniziative legate all’orientamento sono spesso utili e ben strutturate. In realtà a essere carente, è spesso l’attenzione che i ragazzi rivolgono a tali attività. In un certo senso, andrebbe fatta comprendere loro, l’importanza dello scegliere consapevolmente cosa fare una volta terminata la scuola.

Ma al netto di tutto questo, resta aperta la questione: l’esame di maturità rappresenta troppo spesso l’obiettivo finale e non una semplice tappa di passaggio verso traguardi molto più importanti.

Superato lo scoglio di questo famigerato esame di maturità ci si può dunque ritrovare con in mano un bellissimo diploma ma senza la benché minima idea di cosa farci. Oltretutto, una volta usciti dal sistema scuola, le occasioni di confrontarsi con esperti di orientamento si riducono drasticamente e l’ambiente protetto in cui si è trascorso gli ultimi cinque anni, viene improvvisamente a mancare. Ci si trova al confronto con ambienti del tutto diversi e nei quali l’autonomia e il sapersi auto-orientare diventano fattori di successo fondamentali.

esame di maturità 2018

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Una possibile strategia per risolvere questa criticità potrebbe prevedere un arricchimento sia della quantità che della qualità dei servizi offerti ai ragazzi relativamente all’orientamento.
Ad esempio:

  • un utilizzo valido ed efficace dell’alternanza scuola-lavoro (http://www.istruzione.it/alternanza/) come momento di reale sperimentazione del mondo lavorativo, fatto anche di occasioni formative per i ragazzi che spieghino come trarre il massimo dall’iniziativa;
  • prevedere un numero maggiore di incontri, riunioni, occasioni di confronto, open day proprio per rimarcare l’importanza fondamentale dello scoprire cosa voler fare col proprio futuro;
  • strutturare un momento di sintesi per fare il punto su tutte le attività di orientamento svolte durante l’anno scolastico dai ragazzi, magari con il supporto di orientatori qualificati che chiariscano gli ultimi dubbi dei ragazzi e perché no dei genitori.

Come abbiamo visto, le soluzioni e i consigli potrebbero essere molteplici, ma ciò che va sottolineato ancora una volta è che il diploma oggi, non è altro che una certificazione propedeutica al futuro e non il traguardo unico da oltrepassare. Tanto più, rispetto alle richieste che fa il mercato del lavoro.

Un diploma è molto probabilmente soltanto l’inizio di un percorso molto più lungo e tortuoso da affrontare con la consapevolezza necessaria per essere persone soddisfatte e felici.

 

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